ACCOGLIENZA DELLA RELIQUIA DEL BEATO ROSARIO LIVATINO
7 E 8 FEBBRAIO 2026 ADRANO (CT)
16/02/2026
ADRANO ABBRACCIA LA RELIQUIA DEL BEATO LIVATINO
Intensa emozione e momenti di grazia vissuti dalla Parrocchia Santa Maria degli Angeli, dal Gruppo Fratres Donatori di Sangue di Adrano e dalla comunità adranita che, nei giorni 7 e 8 febbraio 2026, hanno abbracciato la reliquia del Beato Rosario Livatino.
La Fratres, desiderando fortemente che la peregrinatio giungesse nei cuori della comunità adranita, ha condiviso questa idea con don Pietro Rapisarda, parroco della chiesa “Santa Maria degli Angeli, il quale ha subito sposato con gioia tale iniziativa e si è reso disponibile anche nell’espletamento delle pratiche burocratiche. Cosi, in uno spirito di condivisione, unitamente al XIV vicariato rappresentato dal vicario Don Pietro Strano, sono stati organizzati due giorni intensi con un programma che ha sottolineato la figura del Beato, come uomo, come giurista, come credente.
Sabato 7 febbraio presso la sede sociale della Fratres, ha avuto luogo la donazione di sangue, in cui i donatori hanno sentito e capito ancora di più il valore del loro gesto: il sangue non si versa ma si dona.
L’attesa si è trasformata in emozione e lacrime di gioia, quando Padre Rino Lauricella è entrato nei locali portando con sé la reliquia. Nei volti non solo dei donatori ma anche di chi si è avvicinato in sede, è stato tangibile lo stupore, ma soprattutto il silenzio alla visione della camicia insanguinata di un uomo che, con la sua vita ed il suo sacrificio, ha fatto il suo dovere.
“Mamma mia, poverino come è stato massacrato! Ha pagato con la vita il suo dovere!”: queste sono stati i primi commenti di tutti, solitamente abituati a vedere altri tipi di reliquia.
Una volontaria nel raccontare la sua emozione dice: ” Appena la reliquia si è presentata ai miei occhi, le lacrime sono scese giù. Sono una credente e mi è capitato di venerare reliquie, ma quello che ho provato questa volta è stato indescrivibile. Non è sentimentalismo, ma è toccare con mano quello di cui anni fa parlarono le cronache. E’ stato un rendersi conto di come la vita di questo uomo è stata e sarà credibile per l’eternità. Sostando in preghiera, davanti la reliquia, oltre a chiedere grazie personali, mi sono interrogata sulla mia credibilità come cristiana. Grazie Beato Rosario Livatino di esserti fatto conoscere nella mia vita.”
R.B. volontaria Fratres.
Nel pomeriggio i bambini del catechismo vicariale, opportunamente preparati dai catechisti, hanno accolto la Reliquia nella parrocchia “Santa Maria degli Angeli”, dove il parroco Padre Pietro Rapisarda ha invitato tutti a meditare e riflettere su questo uomo di profonda fede. Successivamente, sempre nella stessa parrocchia, si è celebrata la S.Messa, in cui I numerosi fedeli presenti hanno potuto venerare la Reliquia.
A seguito della permanenza in parrocchia don Pietro Rapisarda così testimonia: ” Ho accolto con gioia di seguire il gruppo Fratres in questo percorso che ha portato alla peregrinatio del Beato Livatino nel nostro Comune e nella mia Parrocchia. Vedere i miei parrocchiani presenti in gran numero, vedere i bambini del catechismo attenti e interessati, per me, da sacerdote, è stata una benedizione.
Ma la cosa più bella e stata la richiesta di una persona che mi ha chiesto di celebrare una messa di ringraziamento. Aveva pregato con fede davanti la reliquia e per intercessione del Beato Livatino, la sua richiesta è stata accolta. Il martirio e la santità portano i suoi frutti.”
Don Pietro Rapisarda, parroco della Parrocchia S. Maria degli Angeli.
La giornata di domenica 8 febbraio, è stata caratterizzata da un ricco programma di incontri in cui la Reliquia , con a seguito una folta delegazione di donatori sangue del Gruppo Fratres, ha toccato i luoghi della legalità: la stazione dei Carabinieri, in cui è stata letta della vita del Beato e di alcune sue riflessioni, unendosi in preghiera e grazie agli spunti dettati dai sacerdoti di riferimento non è mancata l’occasione di introspezione personale. L’incontro si è poi concluso recitando la preghiera del carabiniere. Successivamente la reliquia ha fatto sosta presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza, per proseguire presso la Casa comunale, dedicata al beato Livatino, in cui l’amministrazione comunale ed i Vigili Urbani e i rappresentanti delle associazioni di volontariato, hanno ascoltato le parole profonde di padre Rino Lauricella. Penultima tappa della mattinata è stata la visita presso i Vigili del Fuoco, che al suono delle sirene, hanno reso omaggio alla Reliquia.
Ultima tappa presso l’oratorio Maria S.S del Rosario, intitolato al Beato Livatino. I bimbi del catechismo, gli scouts, sotto la guida attenta del rettore dell’oratorio Padre Nino Portale, hanno esposto la figura del Beato descrivendola anche con slogan, e portando in dono il libro della Bibbia ed il codice penale. Alla fine della celebrazione, l’oratorio è stato affidato al giudice beato.
Nel pomeriggio si è vissuto un altro momento importante con la comunità e per la comunità, presso la chiesa di Santa Lucia. In presenza delle autorità civili e militari, dei sodalizi associativi cittadini, delle confraternite e gremita di cittadini accorsi, al suono di una musica che accompagnava alla meditazione, si è riflettuto sul giudice Livatino sotto il profilo umano, con la toccante testimonianza del dottor Giuseppe Palilla, presidente dell’Associazione Amici del giudice Rosario Angelo Livatino, nonché suo amico fraterno, che, con semplicità e toccante verità, ha sottolineato il giudice come uomo, compagno di giochi e di scuola. L’analisi è continuata con l’intervento del Dottore Aldo Rocco Vitale, docente di Filosofia del Diritto all’Università europea di Roma e socio del Centro Studi Livatino, che ha presentato, con grande chiarezza, il giudice come giurista. Ha concluso i vari interventi Don Rino Lauricella, custode della reliquia, che ha evidenziato la figura come credente e l’iter di beatificazione.
A seguire la SS. Messa presieduta dal parroco Padre Pietro Strano.
Così racconta una partecipante all’incontro; “Ho ricevuto un dono tanto inatteso, quanto prezioso: ho avuto il privilegio di accogliere la reliquia del Beato Rosario Livatino.
Veder giungere quella camicia ancora intrisa di sangue, custodita nella teca di cristallo, è stato un impatto profondo. Mi è parsa una reliquia ancora “palpitante” di vita, capace di parlare al cuore con una forza che il tempo non ha scalfito. La consapevolezza che ogni atto, anche il più piccolo, debba essere compiuto sotto lo sguardo di Dio ( sub tutela Dei)”. M.C.
Con le lacrime agli occhi e con la gioia nel cuore i volontari Fratres e quanti hanno seguito la peregrinatio, hanno salutato la reliquia.
Un ringraziamento particolare ed affettuoso va a Don Pietro Rapisarda, che si è prodigato con molta pazienza e disponibilità ed ha permesso alla Fratres di concretizzare questo meraviglioso progetto. Grazie anche a Don Rino Lauricella, il quale ha modulato ed adattato le parole catechetiche giuste ad ogni incontro, dai bambini, ai giovani, ai politici, alle forze dell’Ordine, a noi tutti volontari.
Grazie Beato Rosario Livatino, perché guardando quella camicia insanguinata ti abbiamo conosciuto, ti abbiamo apprezzato come uomo nella tua semplicità e nella quotidianità; come giurista nelle tue doti e nelle competenze a giudicare anche il peggiore criminale con rispetto, come giudice e non come giustiziere; come credente, perché ogni giorno, ogni istante della tua vita l’hai affidata a Dio.
E noi, volontari Fratres, se prima eravamo convinti che la nostra opera potesse essere vitale per chi soffre, ora abbiamo un motivo per credere che: IL SANGUE NON SI VERSA MA SI DONA.